FAMIGLIAVIVA


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Perchè parlare di Famiglia?


Perché un sito sulla famiglia, visto che ne esistono tanti? Perché andare in giro nelle Diocesi e parrocchie ad incontrare famiglie, gruppi, movimenti ed associazioni? La risposta è una sola: La famiglia e il matrimonio stanno subendo delle profonde e radicali trasformazioni di carattere culturale e sociale. Oggi, più che in passato, sono in atto gravi minacce alla famiglia e al matrimonio cristiano.
La comunità cristiana, se non vuole perdere di vista la propria missione, non può disinteressarsi di ciò che sta accadendo, e nemmeno può essere lasciato tutto alla buona volontà di qualche anima sensibile, ma deve essere inteso quale vera e urgente priorità pastorale.
Bisogna proporre una famiglia che alla luce di Cristo sia in grado di squarciare le nebbie che avvolgono il valore autentico del matrimonio, restituendo loro luminosità e splendore. È nostro dovere accompagnare le famiglie alla meta della loro vocazione: la santità. Camminare verso la santità nel vissuto coniugale significa camminare nell'amore reciproco e nell'apertura verso gli altri.
Santità è prendere sul serio un'opportunità che viene offerta agli sposi: quella di superare se stessi nella vita quotidiana, è disponibilità al perdono, è desiderio di pregare insieme, illuminati dallo Spirito. Solo con una autentica e quotidiana esperienza di vita spirituale, sostenuta dall'ascolto della Parola e dalla grazia del sacramento, la famiglia può diventare realmente luogo dove si coltivano e si decidono gesti di pace, di condivisione e di carità.
Accogliere questa sfida, vivendo pienamente la novità evangelica, per noi, significa aiutare la famiglia di oggi a compiere scelte concrete di solidarietà, di accoglienza e di responsabilità civile e politica per migliorare le stesse condizioni di vita. Non dobbiamo permettere che la famiglia rinunci ad essere luogo di crescita umana, spirituale, culturale e sociale.




"Quando sono uscito di casa verso i dieci anni di età, ho letto molti libri e imparato molte cose che voi non potevate insegnarmi. Ma quelle poche cose che ho appreso da voi in casa, sono ancora le più preziose e importanti: esse sorreggono e danno vita e calore alle molte altre che appresi in seguito, in tanti anni di studio e di insegnamento".
(Giovanni XXIII: Lettera ai genitori, 26 novembre 1930).





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